Fallimento Lehman Brothers: dieci anni per pensare e costruire un nuovo modo di gestire le aziende

Il 15 settembre 2008, Lehman Brothers, la quarta società d’affari USA, presentava istanza di fallimento determinando l’avvio di una crisi finanziaria globale i cui effetti sono in atto.

Nei dieci anni che seguono il mondo è stato caratterizzato da un’accelerazione dell’innovazione tecnologica, da una mutata sensibilità di consumatori, degli investitori e della classe dirigente aziendale che ha definito un modo diverso di pensare e di gestire la produzione di beni e servizi.

Sempre più aziende abbandonano le strategie tese a massimizzare il profitto a breve termine (short term profit) e la ricerca del valore fine a se stesso e a ogni costo. Si afferma un nuovo paradigma: l’obiettivo è creare valore sostenibile nel lungo periodo nel rispetto dell’ambiente e della coesione sociale. Si avvia la definizione del principio della sostenibilità, anche come evoluzione del precedente concetto di responsabilità sociale d’impresa.

Lo sviluppo di nuovi modelli di business

Sulla base di questi concetti si creano nuovi modelli di business, fino a diventare un fattore chiave per la competitività e la reputazione, quindi un riferimento delle scelte strategiche aziendali. Questo processo è tutt’ora in corso soprattutto nei grandi gruppi, sempre precursori delle evoluzioni nelle filosofie gestionali. Ne è derivata una maggiore complessità della governance e quindi della gestione dei rischi (tramite approcci strutturati di Risk Management) per perseguire e controllare una maggiore e più complessa articolazione di obiettivi in termini economici, sociali e ambientali. Gli obiettivi possono avere finalità anche antitetiche per cui il Management si misura con nuove e più sfidanti complessità, tra cui la necessità di definire equilibri tra gli obiettivi e di affrontare dinamiche continuamente in evoluzione nel tempo in coerenza con le mutazioni del contesto esterno.

Il concetto di sostenibilità aziendale a livello normativo

La parola d’ordine del management diventa “sostenibilità” e il legislatore comunitario (prima con la Direttiva 2013/34/UE e poi con la Direttiva 2014/95/UE) e quindi quello nazionale (Decreto Legislativo 30 dicembre 2016, n. 254) hanno fatto propri questi principi, definendo l’obbligo di “comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità da parte di talune imprese e di taluni gruppi di grandi dimensioni”.

In particolare la normativa italiana ha richiesto alle società quotate di diffondere una “Dichiarazione Non Finanziaria” (DNF). Le aziende s’impegnano a essere ottemperanti (comply) a una serie di impegni in ambito ambientale, sostenibilità sociale, nelle forniture, nella gestione delle diversità e nella gestione dei rischi. Si applica il principio “comply or explain”: per cui l’azienda che non applica i codice e le norme statuite  deve spiegarne il motivo.

La risposta gestionale agli stimoli del contesto economico, sociale e legislativo si chiamano: Integrated Governance (il governo d’impresa per affrontare sfide più complesse) e fattori EESG (Economic, Environmental, Social Governance) che si affermano inevitabilmente in simbiosi.

L’Integrated Governance si caratterizza in pratiche, processi e cultura di governance in stretto riferimento ai fattori EESG e ai diversi elementi che compongono il valore aziendale (economico e finanziario, manifatturiero, sociale e relazionale, naturale, umano e intellettuale) per il mezzo di strategie soprattutto orientate al medio e lungo periodo.

Nel 2016 è stato proposto l’ “Integrated governance index” (IGI), promosso da ETicaNews e da TopLegal. È un indice volto a rilevare il posizionamento delle aziende italiane in relazione agli aspetti chiave di sostenibilità costruito sulla base di un questionario alle prime 100 società quotate “che fotografa il grado di progresso delle imprese nella governance integrata, o governance della sostenibilità”. Hanno partecipato all’IGI nel 2018 la metà delle prime cento società quotate. Alcune di queste affermano che la sostenibilità diventa centrale nella propria visione di business.

In parallelo i principi EESG si affermano anche nelle scelte d’investimento, per cui i titoli finanziari diventano anche oggetto di valutazione delle loro caratteristiche di “sostenibilità”. Gli investitori hanno la possibilità di scegliere all’interno di alcuni comparti che dichiaravano di avere obiettivi d’investimento sostenibili o “responsabili”. Tali strumenti sono definiti come SRI (Social Responsible Investment).

Tra tutti, Morningstar ha definito un indice chiamato “Morningstar Sustainability Rating” che fornisce all’investitore gli elementi per valutare quanto un investimento sia “socialmente responsabile” ovvero come uno SRI s’impegna ad applicare politiche e criteri di sostenibilità. Inoltre l’investitore ha la possibilità di considerare in che modo i fondi di investimento costituiscono i propri portafogli in titoli di società che applicano i criteri ESG.

La crescita economica all’insegna del bene della comunità

In questo quadro non ultimo è il contributo del Papa del 7 settembre scorso sui temi economici e dello sviluppo., come riportato nell’articolo del Il Sole 24 Ore “Lavoro e genio creativo per un nuovo ordine economico”. Papa Francesco, tra le altre, afferma che la “ … crescita è sempre il risultato dell’impegno di ciascuno per il bene della comunità. Infatti le capacità individuali non possono esprimersi al di fuori di un ambiente comunitario favorevole, dal momento che non si può pensare che il risultato raggiunto sia semplicemente la somma delle singole capacità”. In altri termini il tema della crescita economica deve rappresentarsi come la ricerca del bene delle comunità di riferimento in cui i soggetti economici operano.

Il concetto di comunità è ripreso più volte da Francesco: “Se la comunità in cui viviamo è la nostra famiglia, diventa più semplice evitare la competizione per abbracciare l’aiuto reciproco. Come succede nelle nostre famiglie di appartenenza, dove la crescita vera, quella che non crea esclusi e scarti, è il risultato di relazioni sostenute dalla tenerezza e dalla misericordia, non dalla smania di successo e dalla esclusione strategica di chi ci vive accanto. La scienza, la tecnica, il progresso tecnologico possono rendere più veloci le azioni, ma il cuore è esclusiva della persona per immettere un supplemento di amore nelle relazioni e nelle istituzioni.”

Conclusioni

Volendo sintetizzare i temi fin qui trattati, l’azienda non può valutarsi come un soggetto distaccato dal contesto in cui opera, ma deve operare avendo attenzione  a tutte le sue istanze con particolare riguardo ai soggetti che ne hanno un interesse riguardo agli andamenti e comportamenti aziendali. La crescita, non solo economica, deve corrispondere alla crescita della comunità in cui l’azienda è presente. Il rispetto dei temi e le sensibilità ESG diventano anche elementi per garantire una crescita stabile e duratura dell’azienda.

Da sempre Sernet è focalizzata e attenta nei progetti in cui le tematiche sociali e ambientali delle aziende clienti sono importanti. Sernet è sempre tesa, negli interventi e nei progetti presso le aziende clienti, a dare supporto per la crescita di lungo periodo delle aziende per garantire continuità e certezza ai portatori di interesse.

Questo accade nei progetti di reindustrializzazione e nel reimpiego di dipendenti che non sono più richiesti dall’azienda e che sono oggetto di ricollocazione tramite una serie di differenti soluzioni, anche perché nessuno deve e può essere un “scarto”.

Nei progetti di Sernet di compliance normativa, di sicurezza delle informazioni, di applicazione di sistemi di gestione, di efficientamento produttivo e di marketing, Sernet ha come finalità il consolidamento e il rafforzamento delle imprese nella prospettiva di fornire investimenti di lungo periodo perché affrontino al meglio le sfide del mercato. Anche perché le aziende sono un bene di tutti.

Ti informiamo che il nostro sito utilizza cookie al fine di migliorare la fruibilità del sito. Accedendo ai contenuto di questo sito accetti l'utilizzo di questi cookie. Per maggiori informazioni ti chiediamo di consultare la nostra Privacy e Cookie Policy Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi